Ultima modifica: 29 Maggio 2026
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Quando l’inclusione si fa villaggio

Venerdì 29 maggio, presso l’auditorium don Luigi Monza nel centro “La Nostra Famiglia” l’evento “Mamaday: la forza della gazzella”.

Per educare un figlio ci vuole un villaggio”, recita un proverbio africano diventato patrimonio comune, dal giorno in cui venne pronunciato da Papa Francesco in occasione del “Discorso al mondo della scuola italiana” tenutosi il 10 maggio 2014 di fronte a 300.000 persone radunate in Piazza San Pietro.

Venerdì 29 maggio, presso l’Auditorium don Luigi Monza a Bosisio Parini, con l’evento denominato: “Mamaday: la forza della gazzella”, le parole allora pronunciate hanno preso forma, dando vita a un “unicum” che ha coinvolto un intero territorio!

mamaday

L’iniziativa, organizzata dagli alunni e dai docenti della scuola secondaria di primo grado al 3°Padiglione dell’ICS di Bosisio Parini (LC) presso La Nostra Famiglia, in collaborazione con gli studenti, i docenti e gli educatori dell’ITS “G. Parini” di Lecco, ha visto la presenza, quale ospite d’eccezione, del Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito con delega alla disabilità, On. Paola Frassinetti, che ha prontamente accolto e fatto proprio l’invito.

Si è trattata di un’occasione per valorizzare il lavoro svolto, insieme ai propri docenti, dagli alunni del 3° Padiglione e, nel contempo, l’attività di scrittura di un ex studente, ora frequentante l’ITS “G. Parini”, Fall Mohamadou, in arte Mama, autore di un romanzo fantasy, intitolato: “Dragon space”.

Alunni di scuole di ordine e grado differente, affiancati e, ove necessario accompagnati, dai loro docenti, assistenti alla persona ed educatori, scrittori, chef, amici, ex colleghi ormai in pensione, familiari e persone comuni hanno dato vita ad una esperienza di vera e reale inclusione.

Sono davvero felice che gli insegnanti del 3° Padiglione abbiano organizzato questa giornata dedicata al nostro Mama. È un ragazzo fantastico perché, nonostante le difficoltà, è riuscito a trovare una sua dimensione nella letteratura, dando voce a qualcosa di autentico e profondo. Io me lo ricordo bene: è uno di quei ragazzi che restano impressi. Ho ancora negli occhi la sua batteria, la sua energia, e nei suoi racconti si ritrova la stessa intensità. Sono testi bellissimi, che meritano tutta l’attenzione e il successo possibile. Mi fa inoltre molto piacere che ci sia stata una collaborazione con la sua nuova scuola, l’Istituto Parini di Lecco. Questo è il segno concreto che, quando si lavora davvero insieme, l’inclusione non è solo un principio, ma diventa realtà.” Afferma la dott.sa Orsola Moro, dirigente scolastico del nostro istituto.

L’evento si è aperto con una mostra allestita all’ingresso dell’Auditorium i cui sono stati esposti i lavori realizzati dagli alunni e dai docenti del 3° Padiglione a partire dai disegni realizzati sui personaggi del libro “Dragon space” sulla base di una griglia di riferimento e colorati ad acquarello, fino agli artigianali kamishibai ideati e realizzati per sviluppare l’educazione all’ascolto e l’avvicinamento alla lettura, per poi proseguire con i numerosi giochi didattici pensati e costruiti per favorire apprendimenti, abilità e competenze e terminare con le attività realizzate
grazie alle nuove tecnologie e le discipline stem.

Quello su cui desidero soffermarmi, è come, attraverso la semplice e quotidiana attività didattica, sia stato possibile far emergere abilità e competenze che hanno e stanno sorprendendo tutti noi e i suoi attuali docenti. Mama, infatti, fin dalla seconda media, quasi per gioco, ha iniziato un’attività di scrittura creativa sostenuto dall’intero consiglio di classe e da due scrittori a cui, come 3° Padiglione e istituto, siamo particolarmente legati: Marcella Manca e Renato Ghezzi.” racconta uno dei docenti organizzatori.

Sogno! Sogno che la storia di Mama, la sua esperienza, l’esperienza dei nostri ragazzi possa trovare la strada e la modalità per essere raccontata e fatta conoscere, perché documenta come la scuola, attraverso la didattica e il lavoro quotidiano, può dare spazio ai talenti dei nostri giovani, alle loro aspirazioni al loro desiderio di comunicare e di esserci, senza cadere in quel falso pietismo, in quelle forme di “inspiration porn”, che spesso ci fanno dire, guardando agli alunni con disabilità: “Poverini, come sono stati bravi!” oppure “Visto se ce l’hanno fatta anche loro…! Potresti impegnarti di più!”  precisa un secondo docente.

Significativo, da questo punto di vista, è risultato il lavoro svolto dagli studenti dell’ITS Parini di Lecco e dai loro compagni della secondaria di primo grado al 3° Padiglione dell’ICS di Bosisio Parini che, grazie alla collaborazione e al coinvolgimento dei loro insegnanti, hanno dato vita, andando oltre la loro naturale riservatezza, ad una vivace intervista all’autore, intervallata da momenti di animazione e accompagnata da una serie di momenti “teatrali” e “musicali” particolarmente coinvolgenti ed emozionanti.

Emozionante è stato il momento in cui sono state donate alcune copie del libro “Dragon space” alle autorità e agli ospiti presenti oltre che ai sistemi bibliotecari dell’ICS di Bosisio Parini (consultabile al link Myqloud), dell’ITS Parini di Lecco e dell’ICS di Ponte Lambro.

La scelta di autopubblicare, con una sorta di autofinanziamento, alcune copie del lavoro del nostro Mama”, afferma un docente, “è stato per noi un atto dovuto, un mantenere la parola data e realizzare una promessa. In questo lavoro editoriale, per il quale ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito con la loro competenza e professionalità, la cosa che ci ha colpito è stata la volontà dell’autore di rendere il proprio lavoro un’esperienza di lettura fruibile per tutti. Da qui la volontà di operare ricorrendo allo stampato maiuscolo e all’utilizzo di un font ad alta leggibilità, come del resto di realizzare un trailer e un video di presentazione del racconto, quale spunto per favorire un’educazione alla lettura e all’ascolto dei nostri ragazzi.

La realizzazione del suo libro rappresenta un traguardo importante” raccontano i docenti e gli educatori dell’Istituto Parini, “costruito giorno dopo giorno con impegno, perseveranza e fiducia nelle proprie possibilità. Il suo percorso testimonia come i limiti possano essere superati quando vengono valorizzati i talenti, le risorse interiori e l’unicità di ogni persona.

Mama è oggi un esempio concreto di resilienza, autonomia e creatività: un ragazzo capace di trasformare le sfide in opportunità e di lasciare un segno positivo in chi ha avuto il privilegio di accompagnarlo nel suo cammino”, per poi sottolineare come, nel corso degli anni, Mama abbia “affrontato le difficoltà con coraggio e costanza, dimostrando una grande capacità di mettersi in gioco e di trovare modalità personali ed efficaci per esprimere sé stesso. Attraverso la scrittura ha saputo raccontare pensieri, emozioni ed esperienze con profondità e sincerità, trasformando la parola in uno strumento di crescita e comunicazione.”

ragazzo davanti ad un computer

La storia di Mama, è la storia di tutti i nostri ragazzi. Il lavoro da loro svolto, dalle illustrazioni del libro, alla registrazione dei trailer, ai canti, alla messa in scena della lettura animata “La forza della gazzella”, alla riproduzione del brano musicale “Interstellar” fino all’intervista animata all’autore”, racconta una docente, “è la dimostrazione di come tutti gli alunni e tutte le alunne possono imparare, acquisire conoscenze e consapevolezza di sé, sviluppare abilità e pervenire a nuove competenze. Si tratta, in altre parole, di individuare, qui sta l’importanza dell’osservazione, il pertugio, il punto di aggancio per fare breccia e di conseguenza aprire il cuore e la mente dei nostri studenti e accompagnarli negli apprendimenti. Occorre avere il coraggio di investire tempo, energie e risorse sui nostri ragazzi, ossia credere in loro e nella loro capacità di resilienza e di conseguenza mettere in atto ogni strategia e/o intervento a tal fine. Occorre guardare alla pedagogia come al faro che illumina la strada e alla didattica come percorso da compiere insieme, perché, se è vero che da cosa nasce cosa, allora ciò che sembrava impossibile, può diventare realtà tangibile, le parole possono acquistare il loro significato e sognare un’occasione per tutti.

I docenti e gli alunni dell’ICS Bosisio Parini (LC) e dell’ITS Giuseppe Parini (LC)

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